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Discussione: L.I.A.F. Lega Italiana Anti Fumo.

  1. #1
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    L.I.A.F. Lega Italiana Anti Fumo.

    Posto in questa sezione le iniziative di LIAF.
    Associazione sempre in prima linea a favore delle nostre amate sigarette elettroniche.

    Fonte:http://www.liaf-onlus.org/page.php?i...liana8207-8207



    Lettera aperta al Presidente della Repubblica. Appello di LIAF per la tutela della costituzione italiana


    Illustrissimo Signor Presidente della Repubblica Prof. Giorgio Napolitano,


    La Lega Italiana Anti Fumo, LIAF Onlus, ha deciso di scriverLe in rappresentanza delle centinaia di migliaia di utilizzatori di sigarette elettroniche di tutta Italia. I cosiddetti “svapatori” si trovano oggi a dover fronteggiare una situazione paradossale: resistere al tentativo dello Stato, garante del diritto alla salute dei suoi cittadini (Art. 32 della Costituzione), di vanificare le loro speranze di successo contro la dipendenza e i danni da fumo di sigaretta. Si perchè per molti "svapatori" la sigaretta elettronica è una concreta via di fuga dal tabagismo, così efficace da aver da sola contribuito alla più significativa riduzione di consumo di tabacco di tutti i tempi; nel solo 2012 si è registrata una riduzione pari all’8% rispetto al 2011 (dati DOXA sul tabagismo e sull’uso della sigaretta elettronica in Italia).

    Ci rivolgiamo a Lei per segnalare il grave abuso procedurale, da parte del nostro Governo e del nostro Parlamento, che sta segnando la sorte di questi prodotti in Italia. Dal 1° Gennaio 2014, è infatti entrata in vigore una legge (Legge 99/2013) che norma le sigarette elettroniche come prodotti del tabacco. Come per questi, le misure adottate ora includono: ingenti accise (58.5%), un lungo iter burocratico per ottenere l'autorizzazione all'immissione in commercio da parte dell'autorità nazionale del tabacco, divieto di utilizzazione nei luoghi pubblici, e sostanziali limitazioni nella pubblicità.


    Gli abusi procedurali e le penalizzazioni per gli “svapatori”

    Senza entrare nel merito dei contenuti della Legge e delle sue ripercussioni negative in tema di salute pubblica, vorremmo fare rilevare come - prima di prendere una decisione così importante, peraltro in tempi record per quella che è la normale prassi legislativa italiana - non solo non è stata mai consultata la comunità scientifica competente in materia, ma addirittura sono state ignorate le evidenze scientifiche provenienti dagli studi fatti in tutto il mondo.

    E non solo. La Legge 99/2013 é penalizzante per gli “svapatori”; le misure fiscali contenute nella Legge fanno lievitare il prezzo di vendita delle sigarette elettroniche (e accessori) di quasi tre volte favorendo così di fatto competitività e predominio delle sigarette convenzionali, con tutte le conseguenze negative per la salute che ben conosciamo. Le misure draconiane adottate dal Governo stanno già costringendo alla chiusura molte attività commerciali, e coloro che attualmente “svapano” non avranno altra scelta che quella di rivolgersi al mercato nero (col rischio di utilizzare prodotti dalla dubbia qualità) oppure di ritornare a fumare tabacco, unico vero dramma di tutta questa vicenda.

    È sconsolante doverlo dire, ma questa Legge non ha alcuna valenza per la salvaguardia della salute. Serve solo a preservare gli interessi di grosse multinazionali. Per questo motivo l'iter legislativo di questa Legge è stato condotto a porte chiuse, in maniera sbrigativa e superficiale, ma soprattutto senza tener conto della voce dei diretti interessati, gli "svapatori".

    I deputati italiani sono stati il perfetto esempio dell’anti-democrazia più schizofrenica essendo passati, nel giro di poche settimane, dal divieto di “svapare” nei luoghi pubblici a una supertassa sul consumo, dall’abolizione del divieto al ripensamento della stessa. Inoltre, è sorprendente notare come la delegazione italiana al Parlamento Europeo abbia votato - giustamente - a favore di una libera commercializzazione della sigaretta elettronica e non come prodotto farmaceutico o derivato del tabacco. Risulta pertanto incomprensibile comprendere per quale ragione il Parlamento Italiano abbia contemporaneamente manovrato per legiferare in maniera diametralmente opposta.
    Con la presente noi vogliamo denunciare che è solo per via di certi conflitti di interesse che i nostri deputati si sono ostinatamente affrettati a distruggere il settore delle sigarette elettroniche e le speranze degli "svapatori". Come non criticare la scelta di utilizzare la procedura del Decreto Legge per forzare questa tassa? Il DL è un provvedimento che va adottato dal Governo in casi di straordinaria necessità e urgenza. Ma nel caso delle sigarette elettroniche non ne era ravvisabile né la necessità né tantomeno l’urgenza. I dati sulla pericolosità del fumo passivo da tabacco erano già noti alla fine degli anni '80, ma a nessuno è venuto in mente di adottare un DL ad hoc in osservanza dell’art. 32 della Costituzione. Si sono dovuti attendere ben 25 anni per l’entrata in vigore della Legge Sirchia.

    Nella fretta, i nostri deputati hanno persino trascurato specifici aspetti procedurali contenuti nel DL n. 76 del 2013, secondo cui il dispositivo normativo sulle sigarette elettroniche poteva essere messo in pratica solo dopo l'approvazione di uno specifico decreto attuativo da parte del Ministero dell'Economia entro il 31 ottobre 2013. Decreto che non è stato adottato entro il 31 ottobre e che poi, all’improvviso, è saltato fuori sul sito dei Monopoli di Stato sotto forma di bozza. Di fatto, il testo del decreto attuativo è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 287 del 7 dicembre 2013 e si rifà integralmente alla normativa che dispone le modalità di vendita dei prodotti derivati dal tabacco, come previsto ai sensi dell'articolo 62-quater, comma 4, del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504. Questa pratica rappresenta un abuso di tipo procedurale.

    Una così importante questione di salute pubblica che riguarda milioni di fumatori italiani, oltre che centinaia di migliaia di “svapatori”, non può essere liquidata nel giro di 6 mesi e senza alcuna consultazione con le parti interessate e la comunità scientifica.


    Appello al Presidente


    Signor Presidente, Le chiediamo di vigilare sul rispetto della Costituzione. La legge 99/2013 va infatti nella direzione opposta all'articolo 32 che garantisce: «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività». E’ inoltre moralmente inaccettabile. Quello che Le chiediamo è di intervenire, inviando un Suo autorevole messaggio alle Camere (art. 69, co. 1, lett. i) per rilanciare il dialogo tra la politica e la scienza, onde superare il regime censorio introdotto con la legge in parola, e guidare il Governo verso una regolamentazione proporzionata che sia accettabile dal punto di vista etico-morale. Pretendiamo che gli “svapatori” e le loro famiglie vengano tutelati, e che vengano difesi i diritti dei fumatori che potrebbero avvicinarsi alla sigaretta elettronica, attratti da un prodotto innovativo, dal prezzo competitivo, che li aiuti a ridurre o smettere di fumare come sta già avvenendo in diverse parti del mondo.


    La Legge 99/2013 di fatto parifica le sigarette elettroniche a quelle convenzionali, le quali a differenza di quelle elettroniche contengono livelli molto elevati di carcinogeni e altre sostanze tossiche pericolose per la salute. Tale Legge è dunque ingiusta e irragionevole perché espressione di una “demonizzazione” della sigaretta elettronica aprioristica e infondata. Stigmatizzare questo prodotto come pericoloso per la salute, ma poi sfruttarlo per cercare di rimpinguare l’erario pubblico, rappresenta l’esempio più vistoso di un impoverimento della politica.


    Piuttosto la sigaretta elettronica è un mezzo attraverso cui – come dimostrato da studi puntuali in materia – può essere validamente contrastato il tabagismo. La sigaretta elettronica può rappresentare una straordinaria opportunità di miglioramento della salute pubblica, la conquista di una mèta che decenni di spot e di campagne antifumo e di norme demagogiche non sono mai riusciti a raggiungere.

    Il legislatore ha l'obbligo etico-morale di produrre una regolamentazione equilibrata basata sulle evidenze scientifiche.




    Certi di un suo interesse e riscontro positivi,
    nell'accomiatarci confermiamo la nostra disponibilità per il dialogo con le Istituzioni.




    Catania, 19 Febbraio 2014




    Il Presidente LIAF
    prof.ssa Lidia Proietti

    Il Vice Presidente LIAF
    prof. avv. Agatino Cariola

    Il Responsabile Scientifico LIAF
    prof. Riccardo Polosa

    - - - Aggiornato - - -

    Un'altro interessante articoletto della LIAF:

    Fonte:http://www.liaf-onlus.org/page.php?i...gno-iss-a-roma


    Troppe parole e pochi risultati concreti: ecco le conclusioni del Convegno ISS a Roma


    “Un convegno arrivato tardi, in un momento di estrema criticità per il comparto della sigaretta elettronica, e i cui obiettivi rischiano di non essere raggiunti se non si procede a un coinvolgimento a 360° degli esperti di tutti i settori su cui incide questo prodotto” – è questo il commento del Prof. Riccardo Polosa a seguito del Convegno “Sigaretta elettronica: benefici e rischi per la salute e criteri di controllo” che si è svolto nel corso della giornata del 13 febbraio a Roma, nell'Aula Pocchiari dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS).

    L’intento dell'ISS e di ACCREDIA (unico ente accreditatore riconosciuto dal Governo Italiano) è stato quello di promuovere l’aggiornamento delle conoscenze dei partecipanti in materia di tossicità e rischi potenziali al fine di tratteggiare adeguati criteri di certificazione per la qualità e sicurezza di questi prodotti.

    Purtroppo ci si aspettava un maggiore spazio a una discussione critica dei diversi interessanti temi tecnico-scientifici affrontati dal nutrito gruppo di relatori. Molto interessante ad esempio l’intervento di Claudio Medana dell’Università di Torino relativamente al ruolo degli ingredienti contenuti nei liquidi per la possibile generazione di aldeidi e di Margherita Ferrante dell’Università di Catania relativamente alla importanza di considerare il rischio di un prodotto sostitutivo della sigaretta convenzionale non in termine assoluto, ma relativo.

    “Si sarebbe dovuta prestare maggiore attenzione agli aspetti più concreti della valutazione del rischio di tossicità piuttosto che perdersi in un dedalo di fattori di rischio quanto mai improbabili” aggiunge Polosa.

    Molto spazio è stato dedicato al ruolo di ACCREDIA in qualità di ente che potrà accreditare le funzioni svolte dai laboratori di prova per le sigarette elettroniche una volta che si saranno stabiliti i corretti parametri di qualità e gli standard di riferimento. Tuttavia, in un momento in cui il settore è ostaggio di una normativa iniqua ed inappropriata, viaggia in cattive acque e rischia i naufragare, risulta difficile comprendere qual sarà - se ci sarà - il ruolo degli attori impegnati in questo articolato processo di accreditamento.

    "ACCREDIA e i laboratori che saranno accreditati potranno svolgere un ruolo di monitoraggio e di controllo di qualità molto importante, ma solo se una crescita del settore e-cig sarà garantita. Altrimenti gli sforzi della macchina burocratico-regolatoria saranno del tutto vani" - ha dichiarato a margine dell'incontro il presidente di LIAF, Lidia Proietti.

    19/02/2014

  2. #2
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    Re: L.I.A.F. Lega Italiana Anti Fumo.

    Un'altro utile articolo di L.I.A.F.

    Fonte:http://www.liaf-onlus.org/page.php?i...ti-cancerogeni


    Le sigarette elettroniche non contengono metalli o agenti cancerogeni

    Sigarette elettroniche senza metalli o agenti cancerogeni. E’ il risultato dello studio presentato la settimana scorsa nell'ambito del meeting annuale della Società di Tossicologia dell'Università di Boston. Secondo i ricercatori della R.J. Reynolds Tobacco Company ed i laboratori Eurofins-Lancaster di Winston-Salem, nelle sigarette elettroniche di nuova generazione non si riscontra la presenza di metalli o agenti cancerogeni e questo dimostra che il rischio della sigaretta elettronica è minimo. (Theophilus EH, et al. VUSE electronic cigarette aerosol characterization (poster). Presented at the Annual Meeting of the Society of Toxicology, March 24-27, 2014.) Si tratterebbe di nuove ed importanti dimostrazioni scientifiche che evidenziano, ancora una volta, come le sigarette elettroniche siano sicure. Gli studiosi hanno esaminato i componenti in aerosol prodotti dalle sigarette elettroniche del marchio VUSE e, nello specifico, lo studio riporta che nessuna delle sostanze chimiche tossiche presenti nelle sigarette convenzionali è stata riscontrata nelle e-cig di ultima generazione. Non solo, anche rispetto ad altri marchi di e-cig di vecchia generazione, le VUSE sono risultate molto più "pulite" e con composizioni chimiche molto meno complesse, a dimostrazione del fatto che con l'avanzare della tecnologia si è rivelato possibile produrre e-cig contenenti solamente nicotina e un eccipiente, e senza alcun composto chimico tossico o cancerogeno. Secondo il Prof. Riccardo Polosa, responsabile scientifico della LIAF: "La sigaretta elettronica rappresenta un valido sostituto della sigaretta tradizionale e questo grazie al fatto che essa rappresenta un'alternativa sicura ed efficace. Le evidenze scientifiche dimostrano - ha aggiunto - che sulla sicurezza e sull'innovazione si può ancora migliorare ma molta strada è già stata fatta. Una regolamentazione rigida e, nel caso italiano, una super-tassa che impedisce l'innovazione, rappresentano il maggiore ostacolo al potenziale benefico dell'e-cig".

    02/04/2014

  3. #3
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    Re: L.I.A.F. Lega Italiana Anti Fumo.

    Da LIAF un altro interessante articolo.

    Fonte:http://www.liaf-onlus.org/page.php?i...i-meno-dannosi


    La classifica dei prodotti contenenti nicotina: e-cig fra i meno pericolosi

    In tutto il mondo, le autorità sembrano orientate a limitare la commercializzazione della sigaretta elettronica, se non a bandirla del tutto. Il proverbio "La prudenza non è mai troppa" sembra ispirare le loro decisioni, e con sondaggi che indicano un 44% di persone incerte circa il grado di sicurezza delle e-cig non deve sorprendere che i legislatori siano così diffidenti. E se invece l’essere troppo prudenti li trattenesse dal vincere la decennale lotta contro il tabagismo e dal salvare milioni di vite umane?

    Un nuovo studio condotto da un team di esperti in diverse aree della salute pubblica, del diritto e dell'economia, pubblicato questa settimana nella rivista European Addiction Research, e sovvenzionato da LIAF e da Euroswiss Health, è giunto a una conclusione che insegna come i proverbi talvolta non dovrebbero essere presi troppo sul serio.

    Nello scorso luglio, il Comitato scientifico indipendente sulle droghe - Drug Science - ha convocato presso la Royal Society di Londra un pool di esperti internazionali con competenze professionali variegate, dalla psicologia alla tossicologia, dalla farmacologia alla clinica, dal diritto all'economia, per confrontare i diversi profili di rischio degli attuali prodotti contenenti nicotina.

    La metodologia utilizzata sfrutta le differenti competenze e conoscenze degli esperti (procedimento di "conferencing process") che vengono collettivamente rielaborate da software informatici dedicati. Questo modo di procedere è stato già utilizzato con successo dai decisori britannici per risolvere importanti questioni di salute pubblica tra cui quella dello stoccaggio delle scorie nucleari e quello della diffusione delle droghe leggere e pesanti.

    Gli esperti hanno preso in considerazione in totale 14 fattori di rischio per 12 prodotti, tra cui sigarette, narghilè, tabacco da masticare, E-cig, e cerotti alla nicotina. Tra i diversi fattori di rischio, oltre alla mortalità e alla morbilità correlate all’uso del prodotto, sono stati anche considerati la dipendenza, l’incidenza sul reddito, le avversità familiari, l’avvelenamento accidentale, gli incendi domestici e persino il rischio di conflitti internazionali e il contrabbando. Ovviamente, questi fattori non hanno lo stesso peso per i diversi prodotti contenenti nicotina, come dimostrano le valutazioni individuali ponderate e considerando il loro impatto sia sul singolo che sulla collettività. Il risultato è una classifica di questi prodotti basata su stime del loro livello di rischio.

    Contrariamente ai timori espressi da autorità di sanità pubblica, giornalisti e politici, il rischio rappresentato dalle e-cig è solo una frazione di quello delle "bionde" a dimostrazione del fatto che non tutti i prodotti contenenti nicotina sono ugualmente pericolosi. Infatti, il loro rischio relativo si riduce in misura impressionante lungo una ripida pendenza, al cui estremo più alto si collocano le sigarette convenzionali.



    Come si evince dai dati elaborati nello studio, i prodotti combustibili come sigarette e cigarilli risultano molto più dannosi rispetto a tutti gli altri. Cerotti, gomme e inalatori contenenti nicotina non sono completamente esenti da rischi, ma a confronto dei prodotti combustibili la minaccia che possono rappresentare per la salute pubblica è irrilevante. Le e-cig sono collocate in questo gruppo a bassa pericolosità, con un indice di rischio pari a 4, considerato 100 quello delle "bionde". Il valore 4 è principalmente imputabile al rischio di perpetuare nel tempo una dipendenza. Nessun rischio di mortalità o malattie correlate, né rischi economici o incidentali sono stati ascritti alla e-cig.

    Il primo autore dello studio, il prof. David Nutt dell’Imperial College di Londra, ha dichiarato che: "Ogni metodo che permette di ridurre drasticamente il numero di vittime da fumo di tabacco è un grande trionfo per la salute pubblica. Questo studio indica che passando da prodotti ad alto rischio, come le sigarette convenzionali, a prodotti a basso rischio, come l’e-cig o i cerotti, si può ridurre in modo sostanziale l'impatto sul danno sostenuto dal singolo e dalla collettività.”

    Il prof. Riccardo Polosa, tra i 12 esperti autori dello studio, ha così commentato: “Che non tutti i prodotti contenenti nicotina sono ugualmente pericolosi è un fatto evidente a tutti. Ma finalmente ora è disponibile una scala del rischio oggettiva che ne illustra in modo immediato e intuitivo il loro reale livello di pericolosità. LIAF è orgogliosa di offrire al mondo uno strumento utilissimo per i consumatori, per i medici, e per i legislatori. Quale prodotto usare, quale raccomandare, quale regolamentare, quale bandire, contro quale esercitare restrizioni commerciali: a queste e ad altre domande questo studio risponde, in un'ottica di politica innovativa del controllo della diffusione del tabacco e della riduzione del danno espositivo.”

    10/04/2014

  4. #4
    EsigForum BOT
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    Re: L.I.A.F. Lega Italiana Anti Fumo.

    Grazie @ziobob!
    10 100 1000 Prof. Polosa!

  5. #5
    Senior Member L'avatar di ziobob
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    Re: L.I.A.F. Lega Italiana Anti Fumo.

    E' vero! Non so se sia un "vaper", ma si da un gran bel da fare.

  6. #6
    EsigForum BOT
    Guest

    Re: L.I.A.F. Lega Italiana Anti Fumo.

    Citazione Originariamente Scritto da ziobob Visualizza Messaggio
    E' vero! Non so se sia un "vaper", ma si da un gran bel da fare.
    Sarebbe interessante tentare, se possibile, un invito nel forum. Si sa mai...da cosa nasce cosa!

  7. #7
    Senior Member L'avatar di ziobob
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    Re: L.I.A.F. Lega Italiana Anti Fumo.

    Citazione Originariamente Scritto da Svapandrea Visualizza Messaggio
    Sarebbe interessante tentare, se possibile, un invito nel forum. Si sa mai...da cosa nasce cosa!

    Hai ragione, al più presto proverò a contattarlo via e-mail, sempre che io ci riesca.

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